Giacinto Mariani, ecco perchè il sindaco di Seregno resisterà

Mariani ha i giorni contati. Anzi no: in realtà l'esecutivo potrebbe durare ancora a lungo. I mille misteri di una crisi di giunta che somiglia sempre più a una telenovela

Il sindaco di Seregno Giacinto Mariani

SEREGNO – Sulla carta è un «fantasma». I bookmakers della politica locale lo danno per spacciato. E la sua giunta di centrodestra in agonia. Eppure Giacinto Mariani, sindaco di Seregno dal 2005, resta al suo posto. Serenissimo. Imperturbabile. Sicuro che – con ogni probabilità – sulla poltrona di sindaco ci resterà seduto ancora a lungo. Con buona pace di corvi e prefiche.

NELL'OCCHIO DEL CICLONE - Certo, la sua è una poltrona che scotta. Il «caso Gioffrè», il consigliere del Pdl accusato di avere comportamenti "al limite della connivenza" con la 'ndrangheta, ha fatto in modo che tanti nodi venissero al pettine, portando alla luce del sole le tante lotte di sinedrio che fino a ieri si erano consumate all’ombra dei palazzi comunali e ora invece fanno titoloni sui giornali locali e animano fumose discussioni da bar.

QUESTIONE DI INTERESSE - Indubbiamente, il leghista (da sempre) «anomalo» Giacinto Mariani non è più amato dai suoi stessi compagni di partito. E, a parole, il segretario provinciale Dionigi Canobbio ha imposto l’aut aut: o Francesco Gioffrè si dimette, oppure i leghisti daranno le dimissioni. Ma, in realtà, è assai probabile che il loro sostegno non sarà così verrà a mancare tanto presto. E’ assai prevedibile  che il Carroccio attenda almeno il tempo necessario per sapere se l’ex assessore provinciale, Luca Talice – l’uomo che  i lumbard vorrebbero candidare come futuro sindaco - saprà risolvere i suoi guai giudiziari.

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IL PDL - Quanto al Pdl, non ha nessun interesse a far cadere Mariani. Seregno è la terza città più importante della Brianza e ben difficilmente il centrodestra potrà riconquistarla al prossimo «giro di giostra» elettorale. Il Pd e gli altri «cespugli» del centrosinistra chiedono a tutto volume le dimissioni di Gioffré e sono disposti a sfiduciare il sindaco. Ma in consiglio comunale rappresentano la minoranza. Ecco spiegato perché Giacinto Mariani, dopo aver spergiurato che si sarebbe dimesso «senza se e senza ma», ha cambiato idea. Ed è rimasto al suo posto. Sicuro che la sua giunta non ha certo i giorni contati. E, forse, neppure i mesi.

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