Venerdì, 19 Luglio 2024
la richiesta

A Monza chi vuole occupare il suolo pubblico deve dichiararsi antifascista

A chiederlo, con una mozione, i consiglieri di LabMonza

Spazi pubblici e comunali messi a disposizione solo di chi, al momento della richiesta ufficiale agli uffici comunali, firma una dichiarazione in cui garantisce di condividere i valori antifascisti. Questo quanto hanno chiesto i consiglieri di LabMonza durante il consiglio comunale di giovedì 27 aprile presentando una mozione ad hoc. Un documento nel quale i due consiglieri comunali Lorenzo Spedo (capogruppo) e Francesco Racioppi chiedono alla giunta guidata dal sindaco Paolo Pilotto un impegno concreto affinché in città non vengano concessi spazi pubblici ad associazioni che possano non condividere il valore della lotta al fascismo.

“Con la nostra mozione - spiega il consigliere Spedo - chiediamo all’amministrazione di impegnare i richiedenti di occupazione di suolo pubblico e di spazi comunali, a firmare una dichiarazione in cui si garantisce la vicinanza del proprio movimento, associazione o partito ai valori antifascisti della costituzione. Il tema si deve trattare anche con un approccio culturale, vogliamo che la cittadinanza venga sensibilizzata sui nuovi fascismi, che l’amministrazione intitoli spazi e vie ai partigiani ed alle partigiane monzesi. Riteniamo inoltre opportuno che il comune di Monza si costituisca parte civile nei processi verso soggetti che esprimono odio ed incitano alla violenza ed alla discriminazione”.

Una mozione che nasce anche in seguito a quello che era accaduto il 22 ottobre 2022 quando sul grande muro dei giardinetti del Nei dove svettava da anni la scritta Monza Antifa nella notte era stato posto uno striscione con la scritta "22-10-1922 – 22-10-2022. I nostri primi cento anni”. LabMonza aveva sin da subito denunciato l’accaduto e annunciato un intervento per evitare che l’episodio si potesse ripetere. “Adesso abbiamo presentato questa mozione - concludono i due consiglieri di LabMonza - per impegnare la giunta ad individuare le modalità più efficaci per contrastare l’agibilità politica di movimenti, associazioni e partiti neofascisti, che potrebbero lavorare indisturbati nella nostra città”.

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