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Mercoledì, 28 Febbraio 2024
Attualità

A Monza al via i corsi nell'Accademia che insegna un lavoro ai ragazzi autistici

Un progetto innovativo che unisce alla formazione sui banchi di scuola quella nelle aziende

Il sogno, finalmente, è diventato realtà. Alla Scuola di Agraria del Parco di Monza al via tra pochi giorni i corsi di AutAcademy, la prima accademia formativa riservata alle persone autistiche nata grazie alla tenacia di Melissa e Matteo Perego, i genitori di Alessandro, un ragazzo autistico di 19 anni di Seregno per il quale terminata la scuola c'erano poche (o nessuna) opportunità di un futuro lavorativo. 

In cosa consiste il progetto

Questa mattina, venerdì 18 febbraio, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione del progetto. I primi corsi inizieranno il 21 febbraio e coinvolgeranno 12 giovani con disturbo dello spettro autistico, dai 16 ai 29 anni che hanno assolto l’obbligo scolastico. Gli studenti potranno compiere un innovativo percorso di transizione dalla scuola al mondo del lavoro. Tre i percorsi di formazione: cura del verde, informatica per alcune applicazioni degli strumenti digitali (per esempio catalogazione, digitalizzazione di documenti) ed espressione artistica. L'originalità del progetto sta nel fatto che terminato il percorso teorico i ragazzi affronteranno il tirocicnio: entreranno in aziende pubbliche e private dove potranno concretamente mettere a frutto quanto appreso. Potranno, anche con l'aiuto degli imprenditori adeguatamente formati, trovare quei settori dove meglio potranno esprimere le proprie abilità. Entreranno così a testa alta nel mondo del lavoro, e inizieranno il loro percorso di autonomia personale e professionale.

Chi sostiene il progetto

Il progetto AutAcademy è finanziato dalla Provincia di Monza e della Brianza nel quadro del Piano per l›occupazione delle persone con disabilità, LIFT vede come partner IG SAMSIC HR, agenzia per il lavoro, e Auticon, azienda di consulenza IT che assume solo persone autistiche. Del team didattico-educativo fanno parte: Bert Pichal, esperto di autismo, Maria Cristina Cesana, esperta della Scuola Agraria del Parco di Monza nella cura di giardini e progettazione del verde, oltre a quattro docenti esperti in informatica e arte dell’Associazione Facciavista il sodalizio fondato da Matteo Perego che stimola le capacità artistiche ed espressive dei ragazzi autistici e che li ha già visti protagonisti di importanti progetti anche commerciali. 

Tutto nasce dalla storia di Alessandro

Un progetto nato a giugno 2021 da una lettera che i genitori di Alessandro avevano inviato al sottosegretario all’Istruzione con delega all’inclusione, Rossano Sasso. I genitori - come raccontato da MonzaToday - chiedevano che il figlio potesse ripetere l’anno scolastico perché la mancata frequenza durante l’emergenza pandemica non gli aveva permesso di conseguire le competenze di autonomia e di relazione necessarie per poter costruire il proprio progetto di vita. Alessandro, però, all'esame è stato emesso e quell'esame lo ha anche superato.

L'impegno della politica

La politica si è subito messa al lavoro, supportata dalla famiglia Perego. Gli uffici del Sottosegretario stavano studiando soluzioni finalizzate a facilitare la transizione scuola lavoro degli alunni con bisogni educativi speciali. Da queste basi nasce l’idea del Progetto che l'assessore regionale alla Famiglia Alessandra Locatelli dopo aver ascoltato i bisogni delle famiglie, accosta ad altre richieste emergenti sul territorio regionale e le finalizza in una proposta formativa a sostegno delle persone con disabilità. Regione Lombardia propone, quindi, alla Provincia di Monza Brianza e alla Città Metropolitana di Milano di sperimentare, nei propri Piani per l’occupazione di persone con disabilità, dei bandi pilota invitando a presentare progetti di professionalizzazione di persone autistiche sul territorio. I percorsi formativi devono basarsi sulle motivazioni, aspirazioni, capacità della persona e correlarli alle situazioni contestuali del mercato del lavoro e dell’ambiente sociale puntando allo sviluppo armonioso della personalità. Il bando pubblicato dalla Provincia Monza Brianza è stato vinto a dicembre 2021 dalla Scuola Agraria, capofila del Progetto Autacademy con Responsabile la psicologa Simona Ravera.

"Un modello da ripetere in tutta Italia"

“Il Progetto, nato dalla preziosa sinergia istituzionale tra Ministero dell’Istruzione ed enti locali, rappresenta un nuovo, importante passo avanti sulla strada dell’effettiva inclusione - dichiara il sottosegretario Sasso -. AutAcademy offrirà un moderno percorso di formazione per favorire l’inserimento di tanti giovani nel mondo del lavoro, dando loro nuove prospettive una volta terminato il tradizionale percorso di studi. Tutto questo non sarebbe stato possibile senza la tenacia e l’entusiasmo dei genitori di Alessandro, che sognavano per il loro ragazzo, così come per tanti altri, un’opportunità concreta una volta ottenuto il diploma di scuola superiore. Questo modello non deve rimanere circoscritto alla Regione Lombardia, a cui va il merito di avere fatto da apripista, ma va replicato su tutto il territorio nazionale. Siamo già al lavoro in tal senso".

"La strada è stata tracciata"

“Oggi inauguriamo un Progetto prezioso per il nostro territori - aggiunge l'assessore Locatelli - in grado di valorizzare le competenze delle persone con disturbi dello spettro autistico in modo che possano intraprendere percorsi di inclusione sociale e lavorativa. Regione Lombardia è orgogliosa di poter finanziare progetti di questa portata e il nostro impegno non si fermerà qui. Stiamo già lavorando per implementare queste esperienze in tutto il territorio lombardo, incentivando azioni in grado dì mettete al centro la persona con disabilità, i suoi bisogni, le sue preferenze e garantendo la condivisione delle scelte anche con le famiglie. Sarà fondamentale continuare a lavorare sempre più in sinergia con gli enti del terzo settore, le associazioni e le istituzioni del territorio. Sono molto soddisfatta del grande lavoro che stiamo facendo: il risultato raggiunto oggi ci dà le giuste energie per continuare con determinazione sulla strada tracciata”.

La Provincia ha finanziato con 120mila euro

Orgoglioso anche il presidente della Provincia Luca Santambrogio. “La Provincia di Monza e della Brianza gestisce le risorse del fondo regionale per l’occupazione delle persone con disabilità attraverso il piano Lift - Lavoro, Integrazione, Formazione, Territorio - che ogni anno mette a disposizione risorse, tra i tre e i quattro milioni di euro, per l’accompagnamento e il mantenimento al lavoro delle persone con disabilità, il sostegno ai percorsi di tirocinio, per i contributi ai datori di lavoro che assumono e alle progettualità come questa. Contando su tale esperienza e sulla rete di collaborazioni costruita nel tempo, la Provincia ha risposto all’invito di Regione Lombardia di avviare, tra le azioni finanziabili con il Piano Lift, uno specifico bando pilota sull’autismo ed il lavoro. Sono così stati investiti 120 mila euro per aprire il primo percorso di formazione per supportare l’integrazione lavorativa dei ragazzi con disturbo dello spettro autistico. Un risultato che dimostra ancora una volta la capacità del Sistema Brianza di rispondere ai bisogni dei più fragili, consapevoli che il lavoro è un diritto per ogni cittadino e che lavorare insieme per l’inclusione è un tassello fondamentale per dare crescita e futuro al nostro sistema economico". 

Monza città Autism friendly

Un fiore all'occhiella per la città di Monza, precisa il sindaco Dario Allevi. “Sono davvero felice di vedere maturare i frutti dei semi che abbiamo gettato qualche anno fa, quando abbiamo voluto promuovere il gruppo di lavoro per rendere Monza una città Autism-Friendly. In poco tempo siamo riusciti a raggiungere tante splendide realtà che si prendono cura di queste persone, purtroppo sempre in aumento: associazioni, scuole, cittadini, persino un supermercato. Attraverso il progetto Monza Family, in particolare, abbiamo avviato un percorso di scambio di buone pratiche per l’integrazione delle persone autistiche anche dopo la scuola dell’obbligo e nella vita di tutti i giorni: un aiuto tangibile verso questi ragazzi speciali e le loro famiglie che va nel solco di una città sempre più inclusiva”.
 

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