Macherio, si dimette Porta: lascia il sindaco che "denunciò" la Lega

Le ha presentate nella mattinata di venerdì alla fine di un periodo tormentato. Porta fu espulso dalla Lega nel 2012 per una lettera al Corriere dove denunciava lo scadimento morale del partito

MACHERIO -  Era nell'aria da un pezzo. Finisce il mandato di Giancarlo Porta a Macherio. Il primo cittadino  ha rassegnato venerdì mattina le proprie dimissioni dall'incarico di sindaco: una decisione sofferta, arrivata al termine di un'agonia durata settimane. Ora ha 20 giorni di tempo per ripensarci prima che si proceda alla nomina da parte del prefetto. Una prospettiva difficile da immaginare.

CHI E' - Eletto nel 2009 nelle file della Lega Nord  col sostegno di una maggioranza di centrodestra, nei giorni scorsi Porta ha annunciato la propria candidatura al Senato con i Moderati, lista che sostiene il centrosinistra alle prossime elezioni: una scelta che gli ha alienato definitivamente il sostegno della sua maggioranza. 

"DELUSO DAI MIEI"- "Sono deluso - ha commentato raggiunto al telefono da Monza Today - Pur di costringermi a uscire di scena e sfiduciarmi,  i "miei" mi hanno persino prospettato un accordo per raccogliere i voti dell'opposizione. A questo punto ho preferito fare un passo indietro". Non c'è, secondo il primo cittadino, incompatibilità tra le due posizioni: in appoggio al centrosinistra alle politiche, sostenuto dal centrodestra in Comune. "Sono modalità diverse: la politica nei comuni è fatta per la gente e tra la gente". Non la pensano così in tanti, in paese.

LA ROTTURA CON LA LEGA - Leghista della prima ora,  Porta fu espulso dal partito nel febbraio 2012 dopo aver mandato una lettera al quotidiano "Corriere della Sera"  in cui denunciava la questione morale all'interno dei  lumbard. La missiva finì in prima pagina sul Corriere e  fece scalpore; in particolare, nel mirino dell'ormai ex sindaco finirono l'alleanza con il Pdl e i "salvataggi" di esponenti chiacchierati del partito azzurro . Parole profetiche, quando nulla ancora lasciava pensare alle dimissioni di Berlusconi, alla finestra Monti e alla rottura di un asse di ferro che portò la Lega all'opposizione. Nè, tantomeno, allo scandalo Belsito che travolse la famiglia Bossi.

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IL FUTURO - Ora Porta è solo. "Mi hanno chiesto di candidarmi alcuni piccoli partiti, e ho accettato l'offerta dei Moderati, ma - lo sa - è un'esperienza che si esaurirà in poche settimane. Il futuro? "Non so se mi candiderò di nuovo a primo cittadino".  Nel corso del suo mandato, il risultato più importante è stata l'adozione del nuovo PGT.

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