"Giornalisti animali, morite": così festeggia l'ex sindaco di Seregno

Duro sfogo di Giacinto Mariani, ex sindaco di Seregno: "Questi giornalisti sono persone schifose, devono morire". Nel mirino dell'ex primo cittadino, il sito Infonodo.org

Mariani e Mazza durante l'intervista - Frame Seregno Tv

Di certo non il miglior modo per salutare. Nonostante la vera e propria standing ovation dei suoi elettori. E nonostante gli applausi, neanche troppo nascosti, del collega che prenderà il suo posto, l’amico - di maglia politica e non solo - Edoardo Mazza

Domenica sera, subito dopo la conclusione dei ballottaggi per l’elezione del sindaco di Seregno, Giacinto Mariani, primo cittadino uscente, si è sfogato contro i giornalisti davanti alle telecamere di Seregno Tv

Nel mirino di Mariani, leghista doc, sono finiti i giornalisti di Infonodo.org, un sito cittadino di Seregno, colpevole - secondo l'ex sindaco - di articoli poco veritieri e diffamanti nei suoi confronti. 

 “Spero che il sito anonimo muoia perché se lo merita - ha attaccato Mariani -  La città di Seregno ha dimostrato che non ha bisogno di falsità, di cattiverie, di atti anonimi. Basta con le cattiverie, spero che le opposizioni la smettano di rifarsi a siti anonimi gestiti da animali, da banditi, da ladri e da schifosi”.

“Animali, banditi, ladri e schifosi” ai quali l’ex sindaco - per il quale si prevede un ruolo importante nel nuovo consiglio comunale - non ha esitato ad augurare il peggio. 

“Queste persone devono morire - ha concluso il suo sfogo Mariani - non sono degne di essere chiamate persone”. Il tutto tra le urla e i cori da stadio dei presenti e tra gli applausi del nuovo sindaco Edoardo Mazza. 

Nel 2013, il primo cittadino del Carroccio era finito nella bufera per la pubblicazione di un’intervista sull’Espresso, firmata da Fabrizio Gatti, all’allora vicepresidente di Confindustria, Mario Barzagli. 

Una brutta storia, di malapolitica e poca trasparenza, che “puzza” di camorra. Scrive l’Espresso

Barzaghi non aveva gradito le domande sui suoi affari con il sindaco, un ufficiale dei carabinieri e una testa di legno del clan dei casalesi al Nord. 

Lo stesso Barzaghi avrebbe poi sequestrato il giornalista - per questo è stato citato in giudizio dalla procura di Monza - e lo avrebbe minacciato di morte. Evidentemente, un’abitudine. 

LO SFOGO DI MARIANI: "DEVONO MORIRE" - VIDEO

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