Sabato, 23 Ottobre 2021
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Trenord deve rimborsare anche i ritardi dovuti a "cause di forza maggiore"

E' quanto stabilito dal Consiglio Regionale in seguito all'adaguamento a una normativa della Corte Costituzionale Europea: l'azienda è stata invitata a prenderne atto

Class action dei pendolari contro Trenord capitolo secondo.

Il Consiglio Regionale della Lombardia in seguito a una mozione presentata da esponenti del Movimento 5 Stelle inerente alle inadempienze di Trenord sui rimborsi per i disservizi ferroviari ha decretato la necessità di rimborsare anche i ritardi dei treni dovuti a causa di forza maggiore.

La battaglia dei pendolari dalle lamentele tra i vagoni o durante le attese in stazione è arrivato fino alla lotta legale con la Corte d’Appello di Milano che ha riconosciuto il diritto al rimborso dei viaggiatori.

Ma rispetto a quella sentenza si va oltre perché i risarcimenti riguarderanno anche le cosiddette forze di causa maggiore: un recente intervento della Corte di Giustizia Europea infatti ha reso obbligatorio il rimborso per il ritardo del treno obbligando ogni impresa ferroviaria all’indennizzo del prezzo del biglietto.

Il rimborso deve corrispondere al 25% del prezzo pagato in caso di ritardo compreso tra i 60 e i 119 minuti che sale al 50% qualora il ritardo sia superiore alle due ore.

Attualmente, hanno sottolineato in Consiglio, Trenord non lo fa e l’impresa ferroviaria è stata invitata a un “immediato adeguamento delle condizioni generali di contratto di trasporto secondo quanto previsto dalla Corte di Giustizia Europea in materia di rimborsi e indennità per i disservizi dovuti a cause di forza maggiore”.

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