Seregno nel caos, si dimette assessore. Parla Mariani: "Vado avanti"

«Dò fastidio a molti, ma resto al mio posto». Parla Giacinto Mariani, replicando all'inchiesta del settimanale L'Espresso. Il partito lo sostiene, ma la città è nel caos. Oggi si è dimesso un assessore: rischiano di entrare in Comune sei persone che assommano quattro o cinque voti. Nesuno è di Seregno: si rischia il commissariamento.

Giacinto Mariani durante la conferenza stampa di oggi

SEREGNO - «Dò fastidio a molte persone. Però vado avanti. Il partito è con me». Parla Giacinto Mariani, sindaco di Seregno, replicando all'inchiesta del settimanale L'Espresso. Ventiquattr'ore per riflettere, ma soprattutto per leggere l'articolo di Fabrizio Gatti.  "Dov'è il reato?" si domanda il primo cittadino commentandolo. "L'inchiesta di Gatti - prosegue - mette insieme cose vere, verosimili e false per costruire un teorema. Questa non è informazione. E' lo "stile" di Infonodo.org che, come ha scritto il giornalista, ha passato le informazioni al settimanale".

Il portale avrebbe ricevuto un esposto, e data la complessità dell'argomento e delle implicazioni avrebbe girato la segnalazione al settimanale.  "Ma chi c’è dietro Infonodo? È troppo facile scrivere insinuazioni senza firmare gli articoli o firmando con fantasiosi nomi cinesi e nascondersi dietro la definizione di ‘progetto di informazione e comunicazione territoriale' - contrattattacca il sindaco, che si riserva azioni legali -. Si prendano le responsabilità di quanto affermano».  Mariani ha dichiarato che si recherà alla Procura della Repubbblica di Monza  per chiedere un controllo dell’operato delle società riconducibili a lui o ai suoi famigliari.

INFONODO -  Difesa a tutto campo quindi per Mariani, quindi, abbandonato da sei consiglieri leghisti, dimissionari nella giornata di giovedì  e che stamattina ha incassato le dimissioni di un assessore leghista, Riccardo Olivieri.

Il sindaco però è stato difeso dal partito, che continuerà a sostenerlo. "La mafia prima che con i proiettili uccide con la delegittimazione e l'isolamento - afferma -. I consiglieri dimissionari? Li sostituiremo". Cerca di mostrare i muscoli, ma la delusione è forte: "Nessuno mi ha informato di nulla. Si sono solamente  presentati in segreteria, rinunciando all'incarico alla chetichella". Le opposizioni chiedono le dimissioni, ma il sostegno del Pdl consente al sindaco di sperare: gli azzurri aspettano eventuali passi della magistratura per togliere l'appoggio al borgomastro.

LE POSSIBILITA' - La situazione a Palazzo Landriani Caponaghi è tesa. Dietro Stefano Casiraghi, triuggese 20 enne subentrato poche settimane fa alla leghista Federica Forcolin dopo aver raccolto un solo voto alle elezioni, ci sono altre dieci persone nella lista dei candidati leghisti alle Comunali del 2010: nessuno è di Seregno, e in totale assommano  quattro o cinque voti (guarda i risultati delle elezioni 2010). Sempre che accettino l'incarico. Un fatto non scontato, considerato che significherebbe accollarsi la responsabilità di provvedimenti di indirizzo come l'approvazione di un bilancio che si annuncia "lacrime e sangue" e soprattutto quella del Pgt, il Piano di Governo del Territorio che, come accade ovunque, muove e norma interessi consistenti. 

La segreteria comunale è già al lavoro per sondare i nomi in vista delle surroghe: se non si trovassero sei persone disposte a subentrare, Seregno si avvia verso il commissariamento fino al 2014. Non c'è più tempo per dare corso a nuove elezioni. E forse, in fondo, al centrodestra conviene così.  

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