I lumbard abbandonano Mariani, a Seregno si entra in Comune con 0 voti

Terremoto nella Lega dopo l'inchiesta dell'Espresso. Sei consiglieri lumbard hanno rassegnato le dimissioni. Si tratta di Luca Talice, Andrea Colombo, Marco Dell'Orto, Mario Gerosa, Alex Paro e Claudio Tono. Ma il partito lo sostiene.

Il Comune di Seregno

SEREGNO - Il partito è con lui, i suoi uomini lo hanno abbandonato. Giacinto Mariani da questo pomeriggio è ancora più solo in città. Dopo le anticipazioni sull'inchiesta dell'Espresso su presunti contatti con un'azienda in odore di camorra, dall'Aula si sono dimessi in sei: si tratta di Luca Talice, Andrea Colombo, Marco Dell’Orto, Mario Gerosa, Alex Paro e Claudio Tono, come riportato dal sito Infonodo.org. Sei voti in meno a sostegno della maggioranza, e tutti del suo partitto, la Lega Nord.  Lo scossone seguito all'inchiesta di Fabrizio Gatti che andrà in edicola domani e che chiama in causa anche il vicepresidente degli industriali brianzoli Mario Barzaghi e il capitano dei carabinieri Luigi Spenga ha cominciato a sfaldare un edificio già traballante. La legislatura, che andrà a scadenza naturale nel 2015, è a rischio.

DAL COMUNE - Dal Comune tutto tace, in attesa di saperne di più. Il sostegno al borgomastro, da sempre considerato un leghista "anomalo" per i suoi modi poco lumbard, paradossalmente arriva solo  dal quartier generale di Monza.  "A noi interessano le inchieste della Procura, non quelle dei giornali" commenta a caldo Dionigi Canobbio, segretario  provinciale di un partito che negli ultimi mesi gli sta dando più grattacapi che soddisfazioni. Mariani del resto è rimasto tra i pochi sindaci in camicia verde sul territorio: perderlo sarebbe disastroso, soprattutto dopo il caso Desio.  

Segretario, la Lega da che parte sta? 

"Sta con Mariani". 

E le dimissioni dei sei consiglieri? 

"Al partito non hanno dato nessuna comunicazione ufficiale". 

Sta dicendo che si sono dimessi, per così dire, "a titolo personale"? 

"Sto dicendo che le inchieste che ci interessano le fa la magistratura, non i giornali. Non togliamo l'appoggio a un sindaco dopo un servizio dell'Espresso. Quelli che si sono dimessi li sostituiremo".

Per loro ci sarà un'espulsione? 

Dobbiamo vedere le motivazioni, poi deciderò. 

Certo, hanno abbandonato la nave nel momento della tempesta. Attualmente Mariani non ha la maggioranza.  

"Li rimpiazzeremo. Ai tempi furono fatti degli errori, ma è inutile piangersi addosso. Quello che conta ora è che di fatto i sostituti hanno titolo e diritto di entrare in Aula, e noi provvederemo quanto prima alla surroga". 

ZERO VOTI - Come, e soprattutto con quale valore politico, è un mistero. Il mese scorso i lumbard avevano faticato a rimpiazzare Federica Forcolin. Al suo posto, avrebbe dovuto entrare il primo dei non eletti: dopo svariati rifiuti, si è arrivati al nome di Stefano Casiraghi, che nel 2010 raccolse una sola preferenza e non è nemmeno di Seregno. Adesso, il rischio è ancora più alto: potrebbero entrare in consiglio candidati che non hanno preso un voto (guarda i risultati delle elezioni 2010). Teoricamente,  a meno di riufiuti a catena, prolungare l'agonia sarebbe possibile. In pratica,  a Seregno la Lega ha un grosso, grosso problema. 

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