Cronaca

Degrado, sporcizia e chi si sente male: quel passaggio che tutti evitano

L'ennesima segnalazione di degrado nel sottopasso di corso Milano. Martedì pomeriggio per soccorrere un uomo che aveva accusato un malore è intervenuta anche una ambulanza

Un tratto che tutti vorrebbero evitare. Con le scale - ormai senza più ragione di essere dal momento che l'accesso al passaggio sotterraneo che conduce in stazione è chiuso - che vengono utilizzate come area di bivacco o anche come dormitorio. E' questa l'ennesima fotografia del sottopasso di corso Milano, a pochi passi dal centro storico di Monza, dove martedì pomeriggio, intorno alle 17, qualcuno addirittura dormiva. O forse, aveva perso i sensi.

E qui intorno alle 17 è intervenuta anche una ambulanza del 118 giunta in corso Milano insieme ai carabinieri. Il mezzo di emergenza in seguito a una segnalazione è partito in codice giallo, per prestare assistenza a un uomo sulla trentina che avrebbe accusato un malore. Nel tratto poco prima accanto a quell'uomo disteso per il lungo tra gli scalini, qualcun altro era intento a guardare il cellulare, come su una normale panchina. Tutto a due giorni dal Gran Premio di Monza che ha portato in città in un weekend 300mila persone in occasione del quale la stazione -  a pochi metri da lì - doveva essere il primo biglietto da visita per chi giungeva in città. 

"I risultati dell'intensificazione della presenza e dei pattugliamenti delle forze dell'ordine si cominciano a vedere" ha spiegato Giorgio Castoldi vice coordinatore della consulta di San Carlo-San Giuseppe e coordinatore del gruppo Controllo di Vicinato Monza Brianza. "Non è solo un problema di igiene è anche un problema di sicurezza".

"Ancora abbiamo sollevato la questione come consulta e siamo in attesa di avere risposte dall'assessore Turato per capire quando e con che modalità verrà chiuso l'accesso al sottopasso e alle scale. C'è poi anche un problema di illuminazione: via Galvani è senza luce dal 20 di giugno". 

Un problema di un tunnel chiuso ma con la scalinata accessibile e utilizzato come vespasiano e luogo di bivacco o addirittura spaccio. La situazione è stata più volte denunciata dai residenti, dai negozianti ed è persino arrivata in consiglio comunale. Sempre con la stessa richiesta: impedire anche l'accesso alle scale. Ma l'assessore Giada Turato a febbraio aveva spiegato che l'intervento era troppo oneroso (preventivo di circa 200mila euro) da qui la scelta di lasciare la scalinata comunque aperta e di intensificare la pulizia con passaggi frequenti nel corso della settimana. 

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