Seregno, le reazioni al "caso Espresso": il paese scioccato

Nelle strade, al bar, dal panettiere: il "caso Espresso" ha scosso la gente di Seregno, che si interroga sul passato e sul futuro di una città che credeva di conoscere.

Corso del Popolo a Seregno

SEREGNO - A pochi giorni dall'inchiesta dell'Espresso che ha sconvolto Seregno richiamando l’attenzione di tutti i media locali e non,  in città  si respira aria pesante.

Sgomento e costernazione pervadono il paese per una vicenda che nella ricostruzione del giornalista Fabrizio Gatti vedrebbe coinvolti direttamente o meno il sindaco, il capitano dei carabinieri e un importante industriale locale, oltre che vicepresidente di Confindustria: si parla di affari con una società in odore di camorra.

Nelle panetterie, nei bar, al banco del macellaio tutti parlano dell’inchiesta;  pochi risparmiano le critiche, con toni anche pesanti. Nessuno ha le risposte, ma tutti si fanno le stesse domande, per capire quanto ci sia di vero nel servizio del settimanale. “Il sindaco deve dimettersi”, “Vogliamo spiegazioni”, “Ma adesso di chi dobbiamo fidarci?" Qualcuno sottolinea che dopo lo scandalo è stato cancellato l’incontro per il gemellaggio antimafia con Stant'Agata d'Esaro. "Inutile prevedere incontri antimafia, quando la mafia da combattere è proprio tra le nostre strade, tra i nostri cittadini” uno dei commenti.

Giacinto Mariani ha dichiarato che andrà avanti:  è sostenuto dal partito, sta cercando consiglieri per poter continuare la legislatura dopo le dimissioni di sei eletti lumbard e un assessore, ma per le strade  comincia a rimanere solo. Pare ne abbia trovati tre, pescando tra chi ha preso un voto o addirittura nessuno: ma, intanto,  il consiglio comunale previsto per questa sera potrebbe saltare. Un guaio, con il bilancio ancora da approvare.

Su Mario Barzaghi, la gente si spacca:  mentre alcuni criticano la sua reazione all’intervista, con tanto di sequestro del giornalista Fabrizio Gatti, altri lo difendono: “Si è sentito attaccato in casa sua, anche io avrei reagito così, ciò non toglie che abbia le mani sporche, per lo meno si è dimesso”.  

Sul capitano dei carabinieri, intervenuto a far da paciere ma coinvolto indirettamente nella ricostruzione dell'Espresso, invece,si va più cauti.  Un uomo dello Stato, nella sua posizione:  possibile che sia coinvolto anche se indirettamente in affari con società dal dubbio profilo? La città aspetta risposte. 

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